Dopo decenni di ricerche possiamo ormai affermare in modo consensuale la significativa e rilevante efficacia delle terapie psicologiche nel migliorare il benessere dei pazienti (APA, 2013). A partire quindi da una risposta affermativa alla domanda “la psicoterapia è efficace?”, il focus della ricerca attuale si è spostato sulla comprensione di quali siano le strategie più adatte per facilitare il cambiamento e la trasformazione in psicoterapia, in altre parole ad una domanda che suona come un “cosa accade in psicoterapia?” (Lingiardi, 2013).

Esistono tuttavia ancora poche ricerche che hanno approfondito questi temi nel lavoro clinico con gli adolescenti, principalmente a causa dell’assenza di strumenti sufficientemente sensibili per cogliere le caratteristiche salienti di questa delicata fase del ciclo di vita.

Per cercare di costruire un ponte tra la competenza clinica dell’Istituto Minotauro sulla terapia dell’adolescenza e la ricerca empirica, riportiamo brevemente i risultati di una ricerca presentata al Meeting dell’International Society for Adolescent Psychiatry and Psychology di New York (Marzo 2015), nella quale è stato  chiesto a 50 terapeuti esperti nella psicoterapia dell’adolescenza (35 afferenti al Minotauro, 15 provenienti da altri Centri italiani di psicoterapia dell’adolescenza), di descrivere utilizzando una procedura condivisa e standardizzata (l’Adolescent Psychotherapy Q-Set e il Therapeutic Response Questionnaire), il loro stile terapeutico e le loro reazioni emotive prototipiche di fronte al paziente adolescente.

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