Condividiamo l’intervista di Maria Novella De Luca per La Repubblica a Matteo Lancini sulla necessità di censurare o controllare contenuti sulla rete.

“La regolamentazione è indispensabile. Sia nei confronti di chi offre contenuti, sia nei confronti di chi ne fruisce. È giusto sanzionare un sito come “Pornhub” che mette in rete violenze e stupri, sono reati puniti dal codice penale, pur sapendo che spesso questi contenuti atroci riaffiorano poi nel dark web. E proprio perché di fatto la Rete è inafferrabile, fino all’adolescenza i ragazzi dovrebbero essere accompagnati nell’uso della tecnologia. Dovrebbero, perché sappiamo invece che non bastano filtri e parental control a proteggerli. L’unico antidoto è l’educazione”.

Matteo Lancini, psicologo e psicoterapeuta, presidente della Fondazione Minotauro di Milano, è uno dei massimi esperti in Italia della relazione tra giovanissimi e internet, di quella simbiosi di vero e virtuale che ormai plasma le ultime generazioni.

Lancini, è giusto controllare la Rete?
“Sì, se parliamo di giovanissimi. Forse, se parliamo di adulti. Il controllo è un’arma a doppio taglio. È giusto imporre sanzioni a un colosso del porno che finge di non sapere se le sue entrate milionarie arrivano anche dai video di stupri delle minorenni. Ma sappiamo che il controllo della Rete è spesso un’arma per limitare la libertà di espressione”.

Di fronte di fronte ai materiali atroci che l’inchiesta del New York Times ha scoperto dentro “Pornhub”, non crede che la censura sarebbe lecita?
“Non solo lecita ma necessaria. Sono reati. Così come per i siti che spingono all’uso di droghe o dove addirittura le droghe si possono comprare. Ma da studioso della Rete so che tutto questo ha un respiro breve”.

Nel senso che ogni barriera è hackerabile?
“Già. E il peggio della violenza, della perversione finiscono in quel dark web dove è poi è difficilissimo navigare. Non però per chi di quei contenuti va in cerca”.

Anche gli adolescenti sono abilissimi hacker. Come proteggerli da quei contenuti?
“Una premessa: i siti porno sono frequentati in massima parte da adulti. Fino a 14 anni, comunque, le regole per aprire un profilo dovrebbero essere rigide, ma lo sono soltanto sulla carta. O meglio sono assolutamente violabili. Ormai abbiamo accettato che utilizzino la tecnologia come un campo libero. Quindi dobbiamo lavorare sulla controcultura”.

Controcultura? Ci spieghi.
“Entrare nella Rete con loro, parlare, fare lezioni a scuola, in presenza, che integrino la Rete. Senza censure, senza falsi pudori, accettando le loro curiosità anche scomode. Li renderemo forti e in grado di difendersi dai contenuti sbagliati”.