Condividiamo l’articolo pubblicato su IoDonna del Corriere della Sera in cui Matteo Lancini spiega quanto la trasgressione sia poco caratteristica degli adolescenti odierni, in particolare in relazione alla pandemia.

Quando a fine primavera da più parti i giovani (milanesi, ma non solo) vennero accusati di essere “irresponsabili untori dell’apericena” che “avrebbero ucciso i nonni”, Matteo Lancini, psicoterapeuta e presidente della Fondazione Minotauro, ha scritto una lettera per chiedere loro scusa (vale la pena leggerla tutta: è su matteolancini.it).

Non li hanno uccisi, anzi: l’adolescenza ha fatto spazio alle responsabilità, e non è una contraddizione. «Negli ultimi anni gli adolescenti sono tutto tranne che trasgressivi, quel che più li caratterizza è semmai il sentimento della delusione. È bastato che gli adulti li responsabilizzassero affidandogli un ruolo e sono stati impeccabili. Durante il lockdown hanno cucinato in famiglia e fatto studiare i fratelli, hanno fatto la spesa agli anziani del condominio. Ed erano sia maschi che femmine, una messa in pratica delle pari opportunità esemplare. Quanto alle foto delle movide estive sembra di vedere altre generazioni immortalate» precisa Lancini, autore di Cosa serve ai nostri ragazzi (Utet). «Molti di voi adorano i nonni, hanno deciso di tatuarsi sulla pelle, per sempre, la data di nascita o di morte di chi vi ha cresciuto, mentre vostra madre e vostro padre lavoravano» scrive. «I ragazzi fanno fatica a separarsi da nonni e genitori. La morte di un nonno è un dolore che cambia loro la vita e del quale sentono l’esigenza di parlare nelle sedute con gli psicoterapeuti. Nonostante ciò loro non la temono, sono gli adulti che hanno paura e si sentono angosciati dal tema della morte». Questa pandemia li ha fatti crescere? «Siamo cresciuti tutti. Quel che dovrebbe preoccuparci è semmai il futuro terribile che stiamo lasciando loro. Alla politica non interessa nulla di loro. Dovremmo scendere in piazza come abbiamo fatto nel ’68 o nel ’77, pretendere che le scuole siano tutte connesse e che sia garantita la didattica on line: il futuro è quello» conclude.