Che cos’è

La Rivista Minotauro pubblica articoli su temi clinici, di ricerca e di analisi di fenomeni sociali e culturali, scritti dai soci e da allievi della scuola di psicoterapia.

La rivista sarà interamente online: sul sito è possibile consultare e scaricare gratuitamente i numeri pubblicati in formato pdf.

Comitato di redazione

Il comitato di redazione è composto da Mauro Di Lorenzo, Matteo Lancini, Alfio Maggiolini, Tommaso Zanella.

OMOGENITORIALITÁ - Problemi e interrogativi

Abstract

L’autore propone una riflessione critica sul tema dell’omogenitorialità, spesso intesa astrattamente come diritto individuale. La riflessione si basa su concetti fondamentali della psicoanalisi e dell’antropologia, segnalando il diverso peso riconosciuto nella cultura attuale a ricerche che escludono potenziali conseguenze negative per i figli dell’omogenitorialità e ricerche che lo accerterebbero, che sono spesso intenzionalmente obliate nella letteratura. Ne risulta confermata l’ineludibilità della componente ideologico-culturale nel dibattito in corso.

CON PLATONE, OLTRE PLATONE. Metapsicologia e questioni etiche nel pensiero di Franco Fornari

Abstract

Più di trenta anni fa, nell’anno accademico 1979/80 Franco Fornari tenne un corso all’Università Statale di Milano dal titolo Lezioni introduttive alla Repubblica di Platone. Durante quell’insegnamento, si andavano organizzando e venivano esplicitate alcune teorizzazioni che sarebbero poi risultate centrali nello sviluppo dell’ultima parte del pensiero di Fornari a partire dal saggio psicopolitico sull’Europa (1981) e che ne avrebbero improntato le scelte sul piano della teoria e della tecnica psicoanalitica e, ancor di più, su quello del discorso psicoanalitico nella sua dimensione di ragione pratica.

Affrontare Platone significava accettare una sfida molto ambiziosa e forse impossibile, nella quale, per la prima volta, Fornari decideva di applicare il suo metodo di indagine psicoanalitico (la teoria coinemica) ad un testo filosofico, misurandosi con La Repubblica o Sulla Giustizia, un libro che, a partire da una teoria della conoscenza (la teoria delle idee), contribuisce a fondare la metafisica occidentale, pone la basi del pensiero politico, stabilisce una gerarchia dei saperi, opera una riflessione sull’estetica e sulla pedagogia, definisce una tripartizione dell’apparato psichico di cui chi lavora in psicoanalisi non può ignorare le conseguenze e le implicazioni.

In questo lavoro cercheremo di ripercorrere e di esplicitare gli elementi innovativi principali che sono emersi da questo straordinario incontro culturale e che coinvolgono la questione della fondazione del pensiero psicoanalitico sulla base dei processi di simbolizzazione, e la questione politica della esecuzione come elemento culturale che si inserisce in un complesso gioco pattern naturali.

“SARÓ L’ATTRICE PIÚ PAGATA DI HOLLYWOOD” - L’ultima notte di Marilyn Monroe tra speranze e indicatori di rischio suicidario

Abstract

Le circostanze della morte di Marilyn Monroe, mancata a 36 anni nel 1962, sono ancora misteriose e contemplano un probabile suicidio, un’overdose accidentale da farmaci o un omicidio. Nel 2005 l’agente di polizia J.W. Miner rende pubbliche la trascrizione di un messaggio audioregistrato indirizzato dall’attrice al suo psicoanalista, Ralph Greenson, cui si rivolge come fosse in una seduta terapeutica.
L’analisi delle trascrizioni ha cercato la possibile presenza di indicatori diretti o indiretti di propensione suicidaria nelle ultime parole di Marilyn. Gli strumenti adottati per l’analisi del testo originale sono la MAST (Osman et al., 1993) e la BHS (Beck, 1974). I risultati mostrano nelle parole di Marilyn attrazione per la vita e un atteggiamento ottimista, indicatori che non confermano quindi una propensione al suicidio, quanto piuttosto lasciano ipotizzare un orientamento maniacale.

L’identità femminile dalla conversione isterica al digiuno anoressico

Abstract

La scelta di un sistema di valori che orienti il proprio modo di diventare donna, definendo identità e ideali di genere, è un compito evolutivo focale dell’adolescenza femminile, cui contribuiscono fattori intrapsichici, relazionali e culturali. Isteria e anoressia non sono considerate da un vertice psicopatologico, ma come espressioni di una sofferenza psichica a esordio adolescenziale, segnale di difficoltà e conflitti nella costruzione dell’identità femminile: l’isteria delle giovani donne educate nella sessuofobica cultura vittoriana e l’anoressia delle adolescenti cresciute nella società prestazionale postmoderna, che le vuole belle e intelligenti, forti e vincenti, possono essere interpretate come espressioni sintomatiche della protesta nei confronti di un modello di femminilità culturalmente imposto.

CRISI DELLA PSICOANALISI? Le risposte di sessantadue autorevoli psicoterapeuti alle domande di Psicoterapia e Scienze Umane

Abstract

La rivista Psicoterapia e Scienze Umane, in occasione del suo Cinquantesimo Anniversario (2016, 50, 3), ha pubblicato un numero speciale (“Cosa resta della psicoanalisi. Domande e risposte”) dedicato alla situazione attuale della psicoanalisi. Al
sondaggio hanno risposto sessantadue psicoterapeuti noti a livello internazionale, invitati a rispondere a dodici domande su alcune questioni centrali della psicoanalisi. Data l’autorevolezza degli intervistati, appartenenti a differenti scuole o società
psicoanalitiche italiane, europee e americane, l’insieme delle loro risposte contribuisce a delineare un quadro rappresentativo della situazione attuale della psicoanalisi come disciplina. Mentre su alcuni quesiti le opinioni sono più vicine, su altri vi sono schieramenti opposti. Anche se in linea di massima si riconosce il rischio di marginalizzazione della psicoanalisi, l’attuale proliferazione degli orientamenti non è generalmente ritenuta negativa. Alcuni concetti, come quello di complesso edipico, sono stati ormai rivisti in una prospettiva relazionale, mentre altri mantengono la loro centralità, come quelli che descrivono più direttamente il lavoro clinico. Su alcune questioni, come il rapporto con la ricerca empirica e con le neuroscienze, oltre che sul training, le opinioni sono particolarmente divise.

TREDICI. TH1RTEEN R3ASONS WHY. Del perché le ragioni della morte vorrebbero cancellare le ragioni della vita

Abstract

La serie televisiva 13 Reasons why trasmessa da Netflix ha ottenuto un successo mondiale. Poiché tuttavia tratta di un argomento delicato quale quello del suicidio adolescenziale (la protagonista si toglie la vita dopo aver inciso tredici audiocassette nelle quali ricostruisce l’ultimo periodo della sua vita individuando tredici soggetti come i responsabili del suo gesto) ha anche suscitato un acceso dibattito sull’opportunità che i giovani fossero esposti ad un messaggio di questo tipo e al rischio emulativo che esso comporta.

Gli Autori analizzano in un’ottica psicoanalitica alcuni dei temi più importanti della serie quali quelli relativi alle dinamiche gruppali, al bullismo e al bisogno di riconoscimento narcisistico nell’adolescenza contemporanea. Una particolare attenzione viene dedicata alla questione della difficile integrazione fra corpo sessuato e corpo idealizzato nel corso del processo di mentalizzazione tipico dell’adolescenza femminile.

Infine viene esaminato, all’interno della serie il ruolo svolto dagli adulti e le difficoltà che essi incontrano nel trovare una modalità di contatto con gli adolescenti.

L’obiettivo è quello di fornire a operatori della salute e a insegnanti alcune chiavi di lettura che utili per comprendere meglio le caratteristiche del patto che alcuni giovani intrattengono con la morte.